Psicoterapia

 

DISTURBI ANSIOSI:

  • Attacchi di panico

  • Fobia specifica

  • Fobia sociale

  • Disturbo ossessivo – compulsivo

  • Disturbo post - traumatico da stress

  • Disturbo d'ansia generalizzato

 

L'ansia "patologica" interferisce con la qualità della vita di una persona e la limita nel suo quotidiano (c'è chi non guida più, chi evita di parlare alle riunioni lavorative, chi evita i luoghi affollati, chi non prende più l'ascensore..).

L' "evitamento ansioso" è un elemento caratteristico dei disturbi d'ansia: l'individuo si sottrae da quella penosa sensazione fisica e psichica che sente intollerabile e non gestibile.

Nel corso del tempo, se non trattata, l'ansia può diventare una condizione emotiva costante nel proprio quotidiano.

 

DISTURBI DELL'UMORE:

  • Disturbi depressivi

  • Disturbi bipolari

 

Il disturbo depressivo è una delle patologie più diffuse a livello mondiale, che interessa sia adulti che bambini.

È un disturbo invalidante che colpisce la vita lavorativa, sociale e famigliare della persona.

La condizione depressiva si caratterizza di una visione negativa di se stessi e del mondo, oltre che da un senso di mancata speranza, immobilità e impotenza ad agire un cambiamento.

Chi ne soffre vive intensi momenti di tristezza e angoscia che non abbandonano mai e che impediscono il benessere quotidiano: niente sembra più soddisfare, dare felicità o conforto.

Oltre a questi stati emotivi, la persona vive sensi di colpa, rabbia, vuoto e apatia.

Le difficoltà vengono vissute come insormontabili e ci si sente incapaci di agire; il senso di affaticamento è una costante e l'energia viene meno con il presentarsi di un senso d'apatia.

 

Nel disturbo bipolare, si alternano episodi depressivi a episodi maniacali (periodi definiti di umore euforico, espansivo e irritabile).

 

E.M.D.R. (EYE MOVEMENTDESENSITIZATION AND REPROCESSING)

Eye Movement Desensitization and Reprocessing (E.M.D.R.) è un trattamento psicoterapeutico che facilita la risoluzione di sintomi e del disagio emotivo legati a esperienze di vita stressanti e traumatiche.

Negli ultimi anni ci sono stati più studi e ricerche scientifiche sull’EMDR che su qualsiasi altro metodo usato per il trattamento del trauma e dei ricordi traumatici.

I risultati di questi lavori hanno portato questo metodo terapeutico ad aprire una nuova dimensione nella psicoterapia.

L’efficacia dell‘EMDR è stata dimostrata in tutti i tipi di trauma, sia per il Disturbo Post Traumatico da Stress che per i traumi di minore entità.

 

Le applicazioni cliniche dell’EMDR sono state largamente studiate con diversi disturbi come:

  • Traumi di ogni genere di entità e gravità

  • Depressione

  • Fobie

  • Disturbi di panico

  • Disturbo d’ansia generalizzato

  • Problemi di condotta e di autostima

  • Lutti complessi

  • Disturbo di dismorfismo corporeo

  • Ansia da prestazione

  • Dolore Cronico

  • Dipendenze

  • Disturbi somatici

 

L’EMDR può essere applicato in larga scala per emergenze umanitarie (a seguito di disastri naturali e provocati dall’uomo) come anche con individui e gruppi nelle diverse fasi del trauma (dalla fase acuta alla cronica) in modo tale da fornire un sollievo e favorire i fattori di crescita post-traumatica e di benessere.

Gli interventi con EMDR possono aiutare in ultima istanza ad interrompere la trasmissione intergenerazionale della violenza e dell’abuso.

 

DISTURBI ALIMENTARI:

  • Anoressia nervosa

  • Bulimia nervosa

  • Sindrome da alimentazione incontrollata

 

I disturbi del comportamento alimentare interessano sia l'adulto che il bambino.

L'alimentazione sregolata va ad incidere negativamente sul corpo di un soggetto, sulla sua vita relazionale e sul suo senso di identità personale.

I vissuti emotivi correlati al disturbo alimentare, quali senso di colpa, vergogna, ansia e tristezza, possono portare all'isolamento sociale, alla depressione, ai disturbi d'ansia e alle dipendenze.

Con questi disturbi, non solo viene inficiato il benessere psicologico della persona, ma anche la sua salute fisica (alterazioni cardiovascolari, ipotermia, lacerazioni esofagee e gastriche, osteoporosi).

 

DIPENDENZE PATOLOGICHE:

  • Dipendenza da sostanze

  • Dipendenza da gioco d’azzardo

  • Nuove dipendenze tecnologiche

Per dipendenza si intere una modalità patologica d'uso di una sostanza che conduce a disagi significativi, a ossessività, a compulsivita' e ad impulsività.

L'uso di qualsiasi droga interferisce con il normale funzionamento cerebrale, alterando percezioni, pensieri, azioni e ricordi.

Ciò risulta ancor più marcato se l'uso di droghe avviene in una persona di giovane età, il cui cervello è ancora in fase di maturazione.

Ad oggi, sempre più di frequente, il termine "dipendenza" viene utilizzato con riferimento a sintomatologie derivanti dalla ripetizione di attività per lo più socialmente accettate, che non implicano l'assunzione di alcuna sostanza chimica.

Tale sindrome si manifesta con un crescendo di tensione ed eccitamento che precede l'inizio del comportamento, una sensazione di piacere e sollievo durante lo svolgimento del comportamento è una conseguente percezione di perdita di controllo con coazione a ripetere del comportamento, nonostante la consapevolezza del l'insorgere di conseguenze negative.

Le più conosciute "new addiction" sono:

  • sindrome da shopping compulsivo

  • Dipendenze da tv / internet

  • Gioco d'azzardo patologico

 

DISTURBI SOMATOFORMI:

Disturbo di somatizzazione

Ipocondria

Disturbo di dimorfismo corporeo

Il disturbo di somatizzazione si riferisce a quei disturbi che presentano manifestazioni fisiche come i disturbi organici, pur derivando in realtà da cause psichiche.

Questi disturbi possono essere riferiti a qualsiasi organo o apparato: a volte possono essere descritti in modo specifico (ad es. dolore acuto al cuore, cefalea..); altre volte possono essere vaghi (sensazione di nausea, pesantezza all'addome, dolori diffusi).

Di solito, il sintomo si manifesta dopo un evento particolarmente stressante per il paziente, ma, in maniera caratteristica, è presente una relativa mancanza di preoccupazione.

Frequenti sono le associazioni del disturbo di somatizzazione con disturbi dell'umore e l'ansia.

 

L'ipocondria rappresenta invece la paura di avere una malattia, con interpretazione abnorme di segni o sensazioni fisiche. La preoccupazione del proprio stato di salute diviene predominante e il funzionamento sociale e lavorativo risulta spesso compromesso, con passaggio da un medico a un altro, per cercare conferma della malattia.

Come per gli altri disturbi somatoformi, gli stress psicosociali sembrano predisporre allo sviluppo del disturbo; lo svilupparsi di una personalità premorbosa sembra essere collegato a particolari atteggiamenti familiari, caratterizzati da eccessiva apprensività, iperprotettività e ipercontrollo.

Il termine dismorfofobia indica la sensazione soggettiva della presenza di difetti dal punto di vista del proprio aspetto fisico, in una persona con aspetto normale. Il paziente si sente osservato dagli altri e a volte le preoccupazioni riguardo il proprio corpo possono essere di gravità tali da assumere i caratteri dell'ossessione. A volte il paziente richiede trattamenti di chirurgia estetica, ma il disturbo dell'immagine corporea non si modifica neanche dopo gli interventi.

Spesso vi è evitamento di occasioni sociali perché è in queste occasioni che l'ansia riguardo il proprio aspetto fisico diviene più marcata. Sono presenti a volte sintomi secondari, che comprendono depressione, insonnia e ansia.

 

PSICOTERAPIA DELL'INFANZIA E DELL'ADOLESCENZA

Solitamente i comportamenti problematici durante l'età dello sviluppo possono essere racchiusi in due macro categorie.

Da un lato abbiamo bambini e ragazzi che esternano forti vissuti emotivi di rabbia con comportamenti aggressivi, dall'altro troviamo minori spaventati, chiusi, tristi e ansiosi.

Queste manifestazioni emotive si traducono in comportamenti poco adatti i per il minore e spesso vengono segnalati da genitori e insegnanti.

Le situazioni di disagio infantile che possono essere trattate con una psicoterapia sono:

  • Paura e ansia per la scuola

  • Paure specifiche

  • Rituali ossessivo compulsivi

  • Problemi o Blocchi relazionali

  • Problemi di aggressività

  • Tristezza, isolamento, ansia

 

Le situazioni di disagio adolescenziale sono:

  • Disagi relazionali coi coetanei

  • Crisi d'identità

  • Disagio rispetto al proprio aspetto fisico

  • Ansia

  • Depressione

  • Disturbi ossessivo compulsivi

  • Disordini alimentari

  • Problemi scolastici

 

PSICOLOGIA DELLO SPORT

La Psicologia dello Sport è la disciplina psicologica che studia il comportamento umano nel contesto della reciproca influenza fra sport – inteso come attività fisica a scopo educativo, agonistico, ricreativo, riabilitativo o di promozione del benessere – e sviluppo psicofisico.

Su un piano teorico e generale, è possibile definire due macro obiettivi della Psicologia dello Sport: la promozione del benessere psicofisico della persona praticante sport e l’ottimizzazione delle risorse psicologiche facilitanti il miglioramento della prestazione sportiva.

L’allenamento mentale consiste nel dare agli sportivi una serie di strategie psicologiche per promuovere l’acquisizione della capacità per affrontare gli allenamenti e le gare nel migliore dei modi possibili, cioè un lavoro specifico per aumentare la prestazione e il benessere dello sportivo o delle altre persone dell’ambiente sportivo.

 

PSICOTERAPIA DI COPPIA

Ogni giovane coppia non vuole altro che la felicità e la riuscita della propria unione, credendo che il loro rapporto sia "diverso" da tutti quelli che finiscono in una separazione, confidando nel loro grande amore.

Col passare del tempo, però, ci si scontra con problemi ed incomprensioni che spesso ci si trova impreparati ad affrontare: insorgono così frustrazioni, delusioni, dolori, senza che la coppia riesca ad identificarne le cause reali.

Quando insorge un conflitto, il più delle volte a causa di una comunicazione carente, i due partner sono portati ad incolparsi a vicenda, invece che considerarlo come un "problema" che può essere risolto insieme.

Compito della psicoterapia cognitiva è proprio quello di aiutare le coppie a rendere chiaro il loro modo di comunicare e di pensare; per evitare innanzitutto i problemi di comunicazioni che danno origine a tutta una serie di interpretazioni sbagliate, le quali vanno poi a minare l'equilibrio dell'unione, fino a determinare una situazione irreversibile in cui il compagno tanto amato diventa l'avversario e all'amore si sostituisce la rabbia.

Essendo tuttavia ogni coppia diversa da qualsiasi altra, compito dello psicoterapeuta sarà quello di andare a svelare tutte quelle problematiche sia visibili che nascoste, al fine poi di definire le strategie più appropriate per affrontarle.

 

VALUTAZIONI NEUROPSICOLOGICHE

La valutazione neuropsicologica è uno strumento diagnostico costituito da valutazioni cliniche e strumentali (test neuropsicologici) che permettono di definire lo stato cognitivo di un soggetto, valutandone le capacità attentive, mnesiche, linguistiche, percettive, esecutive.

Nel caso in cui le performance cognitive presentino delle alterazioni, l'insieme dei dati anamnestici, del colloquio e dei risultati testistici consente di inquadrare il disturbo in senso diagnostico-terapeutico.

La valutazione neuropsicologica è rivolta a tutti coloro che sospettano di avere un deficit cognitivo (per esempio un disturbo della memoria, del linguaggio, dell'attenzione…) con impatto sullo svolgimento delle abituali attività della vita quotidiana.

 

SOSTEGNO ALLE DONNE NEL PRE E POST-PARTUM

Dal punto di vista psicologico, la gravidanza, il parto e il periodo del post partum, rappresentano dei momenti di fondamentale importanza nella vita di una donna.

Al momento dell'accertamento della gravidanza molteplici sono i sentimenti e le emozioni sperimentate da una donna: alla gioia si accostano timori, incertezze, senso di realizzazione della propria vita ma anche paura di non farcela.

Il sostegno psicologico, l'incoraggiamento, l'ascolto ed il rispetto delle proprie sensazioni e stati d'animo è sicuramente basilare per la mamma in attesa o per la neomamma.

Successivamente, la nascita di un figlio viene da tutti considerato come un evento gioioso, ma in realtà il vissuto interno di molte donne è differente: dopo il parto, sia esso il primo o meno, si può andare incontro a momenti di scoraggiamento, di demoralizzazione, di calo dell'umore.

A questo punto della sua vita, una donna deve infatti modificare le proprie priorità, deve prendersi cura del neonato ed affrontare insieme i numerosi cambiamenti che comporta la nascita di un figlio, sia da un punto di vista pratico che emotivo: cambiano i ruoli, cambia la relazione col partner, si ha il passaggio della donna dal ruolo di figlia a quello di madre.

Il 13% delle donne soffre di depressione post-partum: caratterizzata da tristezza, ansia, senso di colpa, disturbi del sonno e dell'appetito, mancanza di interessi e di energia.

Se la depressione post-partum non viene adeguatamente trattata, gli effetti negativi andranno ad impattare anche sullo sviluppo cognitivo-emotivo del bambino e nella relazione col partner.

 

SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA'

La genitorialità è connessa a un lungo processo di elaborazione delle proprie relazioni affettive primarie: l'arrivo di un figlio può aiutare a visualizzare e riorganizzare meglio le passate esperienze, ma la nuova condizione può anche determinare un crollo psicologico a causa del riattivarsi di sottostanti conflitti non elaborati in ognuno dei due genitori.

Se la funzione genitoriale è disturbata, ciò influisce sulla relazione genitore-bambino e conseguentemente sulla personalità e lo sviluppo del bambino, sulla struttura delle sue difese psicologiche e sulle sue rappresentazione riguardanti le aspettative relazionali.

Molti disturbi psicologici sono infatti aggravati e mantenuti da relazioni conflittuali del bambino coi suoi genitori.

Compito dello psicoterapeuta è quello di aiutare i genitori sia nella comprensione del disturbo dei loro figli, che nella ricerca delle strategie più funzionali per rapportarsi ed interagire con loro, in modo da non determinare o perpetuare relazioni che generino sofferenza ad entrambe le parti.

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